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Priming a temperature elevate
#1

Salve a tutti,
non sapendo in quale sezione inserire il topic l'ho scritto in questa, dato che per birrificare uso i malti preparati...

Leggendo un'intervista a Jurij Ferri di Almond'22, mi sono imbattuto in questa frase:
Citazione: [...] la birra permane da un minimo di 13 giorni a un massimo di 21 giorni nel fermentatore prima di essere rifermentata in bottiglia, con temperature comprese fra i 28 e i 32 gradi. A queste temperature la carbonazione della birra si completa in 2-5 giorni, e otteniamo una schiuma e una birra con bollicine fini e piccole.

Mi piacerebbe sapere qualche parere a riguardo, e se qualcuno fa il priming a queste temperature.
Secondo voi, in ambito domestico si può andare incontro a qualche rischio "esplosivo" facendo il priming dentro quell'intervallo di temperature?
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#2

La birra occupa spazio...

Ogni volta che ad un homebrewer viene un idea stramba, nel mondo un mastro birraio muore!!!


Cascade - Saaz - EK Golding - Hellertau
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#3

(11-02-2015, 08:23 )Paul Ha scritto:  La birra occupa spazio...

Sì Paul, ma la motivazione economica e pragmatica di quella scelta mi interessa fino a un certo punto.
Siccome effettivamente la schiuma delle birre di Almond '22 è molto fine, volevo sapere se fare il priming a quelle temperature comporta qualche rischio di esplosione delle bottiglie, perché se non c'è questo rischio potrei sperimentare e vedere se ottengo qualche risultato evidente sulla schiuma. E poi, terminare la carbonazione in 5 giorni non è che mi dispiacerebbe...
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#4

Che io sappia non c'è rischio di esplosione

Ogni volta che ad un homebrewer viene un idea stramba, nel mondo un mastro birraio muore!!!


Cascade - Saaz - EK Golding - Hellertau
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#5

l'unica è provare non tanto per il rischio di esplosione ma per verificare se la schiuma migliora, magari con poche bottiglie, con la cotta successiva ti regoli ... pensa che io credevo che la schiuma fine si ottenesse facendo l'esatto contario e cioè a temperature di qualche grado più basso a quella di fermentazione e per più tempo

A volte cerchi la felicità dappertutto e poi la trovi in frigo, fredda e da 66cl
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#6

(11-02-2015, 09:01 )FabioI Ha scritto:  l'unica è provare non tanto per il rischio di esplosione ma per verificare se la schiuma migliora, magari con poche bottiglie, con la cotta successiva ti regoli ... pensa che io credevo che la schiuma fine si ottenesse facendo l'esatto contario e cioè a temperature di qualche grado più basso a quella di fermentazione e per più tempo

Effettivamente potrei trovare un punto vicino al termosifone in cui c'è una temperatura di circa 30° e posizionare lì 4-5 bottiglie e poi confrontarle con le altre! Birra02

Alla prossima cotta ci proverò, e a tempo debito aggiornerò il thread per il risultato!
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#7

A parer mio, la carbonazione è meglio sotto i 20 per avere una schiuma fine! Non deve avvenire in fretta!

Quando la bevo sto benissimo: l’umore è allegro, il cuore contento e il fegato felice.
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#8

(11-02-2015, 09:01 )FabioI Ha scritto:  l'unica è provare non tanto per il rischio di esplosione ma per verificare se la schiuma migliora, magari con poche bottiglie, con la cotta successiva ti regoli ... pensa che io credevo che la schiuma fine si ottenesse facendo l'esatto contario e cioè a temperature di qualche grado più basso a quella di fermentazione e per più tempo

Anch'io

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