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Titolo alcolometrico
#1

Ciao a tutti
Leggendo la legislazione sulla birra ho visto che per quanto riguarda il titolo alcolometrico riportato in etichetta c'è una tolleranza di 0,5% per birre con grado inferiore a 5,5% e 1% per birre superiori a 5,5%...
Cioè se io compro una birra che dichiara 6,6%vol in realtà potrebbe essere di 5,6?
Giusto per curiosità ma 1% mi sembra tanto come range... o no?
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#2

Si è tanto ma se per qualche motivo sbaglia 1 grado nel mash e cambia l'alcool finale cosa fa un birrificio, butta 5k litri di birra?

Poi sinceramente solo i ragazzini scelgono la birra prendendo come parametro l'alcool.

Ogni volta che ad un homebrewer viene un idea stramba, nel mondo un mastro birraio muore!!!


Cascade - Saaz - EK Golding - Hellertau
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#3

si c'è questa tolleranza perchè rifacendo sempre la stessa birra non esce mai perfettamente uguale causa materie prime, allora la legge ti viene incontro
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#4

C'è questa tolleranza anche perchè chi rifermenta in bottiglia non ha sempre gli stessi risultati di resa del priming e se prima in qualche modo puoi tentare di correggere un eventuale errore dopo imbottigliato di certo non puoi piu.

Solo a scopo informativo tutti i prodotti alcolici hanno tolleranze di questo tipo, ad esempio per grappe e liquori la tolleranza è di 0,3 % vol in più o in meno mentre per i prodotti "intermendi" (come ad esempio i vini aromatizzati o certi aperitivi) la tolleranza è di 0,5% vol

La dogana fa controlli a tal proposito sulle bottiglie che trova sugli scafali e se non rientri in queste tolleranza ti multa tutto il lotto.
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#5

Ti vengono incontro anche perchè le accise le paghi sui gradi plato del mosto quindi al massimo paghi di più non certo di meno

Mettete del luppolo nei vostri bazooka!!!
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#6

(16-02-2016, 09:36 )nobelio Ha scritto:  Ti vengono incontro anche perchè le accise le paghi sui gradi plato del mosto quindi al massimo paghi di più non certo di meno

Nobelio, questo che dici è vero in parte. 
Sono i birrifici che decidono di pagare le accise sul mosto decidendo di accollarsi i "cali".La stragrande maggioranza dei birrifici piccoli sceglie questo regime perchè è burocraticamente piu semplice.
Potrebbero in alternativa pagare le accise sul prodotto finito e imbottigliato mantenendo il tutto in deposito fiscale fino a che le bottiglie non lasciano il birrificio, ma è di gestione un po piu complicata...un bel po di piu. (io lo so bene perchè lavorando in una distilleria ho a che fare ogni giorno con tutta questa interminabile burocrazia).
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#7

Sinceramente pensavo fosse sempre cosi, in quanto i tre birrai professionisti con i quali ho parlato non mi avevano mai parlato dell'alternativa. Quello che dici però mi conferma quanto la burocrazia opprima questo come altri mestieri nel nostro paese.

PS In questo ultimo punto tutti i sopracitati birrai erano concrodi.

Mettete del luppolo nei vostri bazooka!!!
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#8

(16-02-2016, 11:45 )nobelio Ha scritto:  Sinceramente pensavo fosse sempre cosi, in quanto i tre birrai professionisti con i quali ho parlato non mi avevano mai parlato dell'alternativa. Quello che dici però mi conferma quanto la burocrazia opprima questo come altri mestieri nel nostro paese.

PS In questo ultimo punto tutti i sopracitati birrai erano concrodi.
E sono daccordo anche io...
il discorso è che se non sono in grado (o non ho il tempo) devo assumere una persona che si occupi della dogana, la quale (anche se part time) magari mi costa di piu di quello che mi fa risparmiare, e quindi mi conviene di piu pagare, anche se ovviamente non è giusto.

Comunque ti garantisco che i birrifici medi e grandi non pagano l'accisa sul mosto ma sulla birra finita.
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